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3 Luglio 2016 XIV Domenica del tempo ordinario /C Luca 10,1-20 “Il Signore designò altri 72 discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi…………………..

Archiviato in Senza categoria da il giorno 2 Luglio 2016 0 Commenti • views: 1366

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3 Luglio 2016

XIV Domenica del tempo ordinario /C

Luca 10,1-20

“Il Signore designò altri 72 discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: La messe è molta , ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perchè mandi operai per la sua messe.

Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi, non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti tornerà su di voi. Restate in quella casa mangiando e bevendo di quello che hanno, perchè l’operaio è degno della sua mercede

Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi verrà messo dinanzi, curate i malati e dite loro: E’ vicino il regno di Dio”. ( dal Vangelo)

 

Il tema che domina oggi la liturgia della Parola è quello della missione.

La prima lettura ci presenta un discepolo di Isaia ( A. T. ) che tale missione svolge durante un tempo di disorientamento per il popolo di Dio.

Questo “ missionario in patria” deve sostenere la sfiducia degli israeliti indicando la consolazione realizzata per essi da Dio.

Nella seconda lettura abbiamo invece la conclusione a cui è giunto il più grande missionario cristiano, Paolo, che dopo una lunga e dolorosa esperienza in Galazia, proclama che, l’unico vanto che rimane ad un annunciatore di Cristo non sono i suoi successi o fatiche, ma unicamente la Croce di Gesù dalla quale, peraltro è stato indelebilmente segnato.

Il Vangelo propone la missione di Gesù rispecchiata in quella dei discepoli che, oltre a riportare l’invio dei dodici, narra quella dei settantadue discepoli invitando a pregare per sempre nuovi operai da inviare,  data la messe abbondante.

Mentre Dio in altre occasioni è  protagonista delle vicende umane, è lui a prendere tutte le iniziative (imbandisce il  banchetto per la grande cena, distribuisce i talenti, è seminatore e padrone del campo e altro ancora), riserva invece, un ruolo preciso all’uomo, nell’opera di salvezza perchè possa raggiungere ogni persona.

Ciò denota che non siamo solo l’oggetto delle premure divine, non siamo solo apparecchi riceventi. Nell’opera di salvezza svolgiamo un ruolo analogo a quello che ci spetta sulla terra in seno alla società, nel campo economico e organizzativo.

Dio è creatore; ma non ha creato il mondo nella stessa maniera per gli esseri inferiori e per l’uomo.

Gli esseri inferiori hanno avuto tutto da sempre; ma non così per l’uomo: se non coltiva, non trova per via il suo nutrimento.

Dio, pur essendo creatore assoluto ha voluto fare dell’uomo il suo collaboratore.

L’uomo nella creazione è soggetto ed oggetto. Quanti millenni per fare le sue scoperte. Ha dovuto fare da sé , deve continuare a fare da sé.

Questa situazione che è pacifica nel campo naturale, si riproduce anche sul piano morale e della salvezza.

Dio, è vero,ha mandato suo Figlio Salvatore, ma ha lasciato all’uomo la gestione del suo messaggio.

E’ compito, cioè, nostro preoccuparci  perchè la sterminata” messe umana”abbia i    suoi  operai per la diffusione del messaggio di salvezza.

Un intervento diretto di Dio, suonerebbe sfiducia verso l’uomo quasi che fosse buono solo a scavare e raffinare petrolio e non anche a migliorare se stesso e la società in cui vive.

Il mondo è nelle nostre mani dal punto di vista naturale e soprannaturale. Il Signore affida agli uomini l’evangelizzazione del mondo.

Riscopriamo il fascino della nostra fede, facciamo vedere che siamo ancora, cristianamente, vivi.

BUONA DOMENICA

don luigi corsi

donluigi2514@gmail.com

338 384 95 02

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