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16 DICEMBRE 2018 III DOMENICA DI AVVENTO /C Luca 3,10-18 “Le folle interrogavano Giovanni Battista:”Che cosa dobbiamo fare?”

Archiviato in Parole da il giorno 16 dicembre 2018 0 Commenti • views: 197

16 DICEMBRE 2018

 III DOMENICA DI AVVENTO / C

Luca 3,10-18

“Le folle interrogavano Giovanni Battista:”Che cosa dobbiamo fare?”.Rispondeva: “Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”….”Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me,…costui vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula brucerà con fuoco inestinguibile”…

                            (Dal Vangelo)

Proveniente dal deserto, la liturgia di questa domenica inquadra Giovanni Battista, l’uomo forte, che  scassa    la terra arida, e annuncia la gioia che è ” il gigantesco segreto dell’uomo e di coloro che lo seguiranno: “GESU’ CRISTO”.

Domenica “Gaudete“! La tristezza aveva chiuso le porte del cielo, la gioia le spalanca, perchè il Bambino che ci prepariamo ad  accogliere nel Natale ci ricorda che Dio ci ama. Lui sa bene in che razza di mondo doveva nascere ( e continua a nascere).

Egli continua a venire” per non lasciarti cadere le braccia, per fasciare le piaghe dei cuori spezzati, per portare la gioia ai poveri” Sofonia (prima lettura della celebrazione).

E allora convinciamo noi stessi che ” gioia” è vivere con la serenità di una buona coscienza.

Scriveva Bernanos: “Il contrario di un popolo cristiano è un popolo triste, un popolo di vecchi”. E ancora il famoso filosofo ateo diceva:” Per convincermi a credere nel loro Dio bisognerebbe che i cristiani cantassero canti di gioia, che avessero un volto più gioioso.( Nietzsche)

Questa la caratteristica dell’attuale III domenica di Avvento, che ha invitato ad attendere con gioia il Bambino a Natale.

Nel VANGELO appare un problema che si poneva a tutti i ceti del popolo ebraico…

Rivolgendosi  al grande protagonista dell’Avvento, Giovanni Battista, e domandano: “Che cosa dobbiamo fare?.

La stessa richiesta si pone, talvolta, anche a noi e molto spesso la liquidiamo rimettendo il tutto, in qualche pia pratica quale ricetta per la vita eterna.

La risposta del Battista è semplice: “ Fate il vostro mestiere con giustizia”. Continuate a vivere nell’autenticità, carità e sensibilità, verso l’altro. Ogni categoria si comporti con gentilezza verso tutti.

ASCOLTARE,  prima di giudicare.

RIFLETTERE, prima di parlare…

Essere fedeli ai nostri principi religiosi.

Chiudere le orecchie ai pettegolezzi!

Essere onesto nel lavoro.

Aiutare gli altri…

Insomma sappiamo bene quale deve essere il proprio stile di vita. Perchè sapere quello che bisogna fare e non farlo,  è la più grande delle vigliaccherie.

Il senso delle risposte di Giovanni Battista sono l’unica vera via per incontrare il Bambino che rinnova la sua visita per il Natale, riempiendoci di gioia.

Si può notare, anche, come Giovanni, non impone il suo proprio modo di vivere, non esige  fughe dal mondo. Tutti possono restare dove sono.  Per riconoscere il Cristo che verrà, si esige soltanto una limpidezza di vita interiore ed esteriore.

E con una frase molto delicata dello scrittore francese Ernesto Hello: “La gioia è  come il profumo di Dio, sentito nell’anima”.

Che quel profumo si diffonda anche su ciascuno di noi!

BUONA DOMENICA

don luigi corsi

donluigi2514@gmail.com

1338 384 95 02

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