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La rinascita del canto del maggio a Braccagni NEGLI ANNI ’70

Archiviato in Immagini da il giorno 1 maggio 2019 0 Commenti • views: 27

Rodolfo TONINI, i fondatori del gruppo Carlo PONDINI e Mario BONELLI, la canterina Maria Grazia CIACCI

Il GALLO, il PANIERA e il PENNI………….e gli altri…………………

La rinascita del canto del maggio a Braccagni NEGLI ANNI ’70, ha come nelle migliori famiglie, due genitori: uno è Carlo Pondini è l’altro è Mario Bonelli.

Prima, negli anni ’50, ma anche prima, c’erano state squadre, magari più genuine e caratteristiche, ma che erano rimaste un fenomeno riguardante la campagne, pochi poderi circoscritti alle possibilità di mobilità della notte tra il 30 aprile ed il primo maggio.

Fu verso nei primi anni ’70 che Carlo e Mario  vennero a cercarmi per dirmi che avevano appunto “scoperto il Maggio”, cioè il canto che festeggia il ritorno di questo mese che segna anche la conferma della primavera e l’arrivo della bella stagione. Ma poi anche un significato più stretto con il lavoro ed i lavoratori.

Mi spiegarono che l’avevano sentito cantare verso Massa Marittima dove questa tradizione era rimasta sempre forte e diffusa. Mi citarono nomi di famosi poeti del genere, gente che poi avrei anche conosciuto e apprezzato anche nella nostra squadra..

Il personaggio cardine è il Poeta, un poeta estemporaneo capace di cantare in ottava rima non solo sugli attributi ed il significato del Maggio, ma anche di improvvisare su vari temi, anche in risposta ad un altro poeta estemporaneo come lui. Poi ci sono i maggerini che cantano “il Maggio” quello composto parole e musica proprio per l’occasione. E naturalmente uno strumento musicale che spesso era la fisarmonica, ma poteva essere anche la sola chitarra. O magari tutti e due.

I due mi cercarono proprio per quello, sapendo che avevo a suo tempo tenuto in mano una chitarra, mi cercarono come una prima gamba del progetto.

Ma mi dissero che anche qui da noi di poeti ce n’erano un certo numero, il difficile era di coinvolgerli in una iniziativa dove noi potevamo apparire come dei pivelli, come in effetti eravamo, se non proprio degli “estranei”. In effetti le motivazioni erano diverse e svariate: c’era si la componente folcloristica e tradizionale, ma anche una discreta voglia di fare qualcosa, di divertirsi a farlo, di scoprire questo nuovo “gioco”.

Il Poeta che ci diede ascolto fu Silvano Cittadini, il Penni, che aveva già fatto l’alberaio in squadre del maggio. Sapeva quindi cantare, conosceva la forma delle ottave, anche se confessò che doveva un po’ prepararsi perché non era poi così esperto. Ma fu lui che con il suo appoggio che determinò il successo dell’iniziativa. Quando cominciai a capire come funzionava la cosa cercai Maurilio, quello che aveva come me tenuto in mano uno strumento, la fisarmonica. Il resto della squadra fu costituito da compagni di merenda: Il Chiopi, il Cecchino, il Peo, ai quali si aggiunsero nel tempo altri elementi. Anche femminili. Le prove si fecero proprio in casa del Penni sotto l’occhio benevole dei suoi vecchi.

Tra i primissimi maggerini ci fu Giampiero Pieraccini (il Peo), Alessandro Pieraccini (il Cecco), Marcello Tavarnesi (il Chiopi), naturalmente Silvano Cittadini (il Penni) e poi Maurilio Boni con la fisarmonica e io con la chitarra.

La RIBOTTA fu pubblica al Campo della Fiera dove vennero servite agratiosse 2 mega Carpe pescate da Albino Tavarnesi ciascuna di circa 8 Kg, mentre nella foto il Cadevano pescato da Antonino Sapienza e offerto per lo stesso scopo. Questo fu un una pesca RECORD TOSCANO finito poi su tutti i giornali specializzati d’Italia!!!!

Se interesse si racconterà anche le varie vicissitudini del gruppo che doveva poi allargarsi notevolmente sia con i poeti, sia con i maggerini, ma anche con i musicisti.

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