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Le trebbiature di oggi

Archiviato in Immagini, Profumi, saperi e sapori, Saperi, Sapori, Vecchie foto, Video da il giorno 20 luglio 2019 0 Commenti • views: 123

La Fattoria degli Acquisti era sempre stata all’avanguardia in fatto di meccanizzazione agricola. Spesso era la prima in Maremma a sperimentare nuovi macchinari per l’agricoltura e la persona che ne prendeva coscienza e conoscenza era mio babbo Giorgio, capo officina dell’azienda e capo del personale. Tra le macchine più strabilianti arrivate nei primi anni ’50 ricordo una trapiantatrice francese per pomodori. Per lavorare aveva bisogno di un terreno ben sminuzzato e in piano assoluto. Poi, un certo numero di donne, mi pare 3 o 4, sedute davanti a dei contenitori con le piantine di pomodoro ne mettevano una ad una in una specie di pinzette montate su di una ruota che poi le deponeva nel piccolo solco preparato dalla macchina. Immediatamente dopo la piantina veniva rincalzata a dovere e dotata di una prima e immediata dose di acqua. Un lavoro incredibile! Le piante messe tutte alla stessa distanza, perfettamente sistemate e pronte alla loro crescita: erano uno spettacolo incredibile!

Sicuramente un bel risparmio di mano d’opera e un lavoro ben fatto, ordinato e razionale. Ma tutto questo fu niente paragonato alla macchina che arrivò nello stesso periodo, e cioè la Mietitrebbiatrice. Come al solito mio babbo era andato a fare un corso organizzato dal costruttore tramite il rivenditore locale, di solito la ditta Cosimini di Piazza della Vasca a Grosseto, di modo che potesse poi all’occorrenza intervenire per manutenzione e riparazioni, ma anche per insegnare l’uso agli operai della fattoria e in giro per tutta la provincia presso le azienda agricole interessate.

L’unica operazione simile al vecchio sistema di trebbiatura restava quello di fare “le strade” nei campi dove si doveva operare. E qui a maggior ragione perché la macchina era molto ingombrante. Ma una volta entrata in azione tutto il ciclo di trebbiatura avveniva tramite la macchina ed un solo operatore! Se si considera il dispendio di energie per le varie operazioni di trebbiatura a fermo, cioè con la trebbiatrice nell’aia, il paragone era esageratamente a favore del nuovo sistema. Da allora, e abbastanza velocemente, la Mietitrebbia spazzò via la vecchia trebbiatrice. Macchine sempre più sofisticate arrivano oggi in diversi terreni, dalla pianura alla collina e in una certa misura anche nella montagna.

 

Nata per le sterminate pianure del mondo si sono via via adattate alle più disparate esigenze.

Proprie queste due caratteristiche, un solo conduttore della macchina e i terreni più difficili, mi hanno spinto ad esaminare da vicino il lavoro di Giorgio Franci operante soprattutto nella Val  d’Orcia.

Per i non addetti ai lavori questo nome suonerà forse nuovo, ma per chi ha anche un minimo di conoscenza delle produzioni di eccellenza della Maremma di certo il nome non è nuovo. Giorgio Franci erede del babbo Fernando è a capo del famosissimo Frantoio Franci dichiarato “Azienda dell’Anno 2019”, conferito dalla Guida Oli d’Italia di Gambero Rosso. Mettersi qui ad elencare i premi vinti ormai da anni dai suoi oli in Italia e nel mondo intero non basterebbe metà spazio di questo articolo.

Citerò solo le più note etichette, dal top del Villa Magra Grand-Cru, all’Olivastra Seggianese, dalla selezione Moraiolo al Delicate, a Le Trebbiane………………….

Olio extravergine di oliva Villa Magra Grand-Cru

Questo detto che c’azzecca Giorgio Franci con la trebbiatura? Tutto nacque quando il babbo Fernando iniziò a fare lavori in proprio e conto terzi con diversi macchinari per completare l’anno lavorativo. L’oliveto e il frantoio lasciavano dei tempi liberi e questi venivano impiegati appunti con queste lavorazioni. In particolare con la Mietitrebbia. Giorgio seguivo il babbo fin da ragazzo e a fianco di lui viveva la mieti trebbiatura del grano e di altre colture. Per aver fatto qualcosa di simile anche io con il mio babbo, so che questi sono i momenti più belli e indimenticabili della tua infanzia. Così lui cresceva e apprendeva, sempre nella speranza che ogni tanto il babbo gli facesse toccare qualche leva. Magari prima quelle più semplici come l’avvio dello scarico del grano dalla Mietitrebbia al cassone per il trasporto nei magazzini. Ormai da tempo è lui che ora si occupa della cosa. A seconda delle annate l’impegno può andare dalla settimana fino anche ad un mese o un mese e mezzo. Sono giornate piene, dalle 12 ore e oltre, anche se oggi la cabina di una Mietitrebbia è quanto di più moderno e confortevole possa esistere: assai simile alla cabina di un moderno aereo.

I Franci hanno anche un paio di poderi e dove coltivano pure grano che ovviamente lavorano e raccolgono direttamente. A questi lavori si aggiungano anche quelli di altri in conto terzi per amici produttori della zona.

Attento alla qualità dei prodotti nel settore principale, cioè l’olio, anche qui si cerca di ottenere i migliori risultati possibili sia con la coltivazione di grani antichi come il cultivar di grano duro Senatore Cappelli, sia con le opportune cure agronomiche per ottenere poi i parametri migliori in fatto di proteine, peso specifico, colore e altri parametri qualificanti.

Così come ha fatto con l’olio cerca di diffondere tra i vari produttori il verbo della qualità, solo indirizzo indiscutibile per ogni coltivazione agricola.

Giorgio Franci a lavoro con la sua Mietitrebbia

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